… passando per il viola e il rosso: questa l’esperienza di questi 84 giorni.

Il 22 febbraio era un sabato e il verde era il colore dominante… poi stop. Ci si ferma. Tutti.

Attonimento, debolezza, impotenza, inquietudine, confusione, paura, terrore, lacerazione e ancora fiducia, impazienza, sorpresa, soddisfazione, gioia, commozione sono state alcune delle emozioni che ho sperimentato in questi mesi.

Ho attraversato un deserto, di cui non volevo accettare l’aridità e continuavo a vedere dietro l’angolo un’oasi. Come una sentinella aspettavo l’aurora che sembrava non arrivare mai. Pian piano la confusione e la paura hanno preso il sopravvento. Il timore legato al contatto con gli altri, l’istinto di preservare le persone più care e una nuova quotidianità che prendeva piede, mentre la primavera si affacciava davanti ai miei occhi. A tratti percepivo stupore, ma dopo poco la cruda realtà tornava a inaridire il mio cuore. Mancava il poter andare alla sorgente per bere l’acqua viva, quella che dava vita.

Finché pian piano il viola ha ceduto il passo al rosso e poi al bianco. Il 12 aprile era Pasqua, ma tutto ancora bloccato.

In me c’era ancora una sensazione di insicurezza che impediva l’uscire liberamente, un evento destabilizzante che genera paura: come si può pensare di coprire le pennellate verdi, viola e rosse con una pennellata di bianco?

Ma la svolta in realtà era avvenuta, la speranza aveva ceduto il passo alla paura, la vita aveva vinto la morte, ma mancava la consapevolezza. Con la pazienza pian piano le pennellate bianche coprono il resto dei colori e manifestano il loro candido splendore.

Ecco la necessità di darsi tempo, il giusto tempo per tornare ad avere fiducia, per metabolizzare quanto avevo attraversato e cominciare ad alzare lo sguardo. Sì perché dopo 84 giorni si torna a stare assieme, a condividere, a spezzare il pane e si alzano gli occhi al cielo, occhi carichi di commozione.

Ora c’è la consapevolezza che siamo ritornati a bere alla sorgente dopo aver attraversato il deserto, uno spazio nuovo, che nessuno aveva mai conosciuto in questa forma. Non siamo più soli, come prima pensavamo di essere. Siamo in tanti, accomunati da fiducia e speranza e pronti ad incontrarci, a camminare assieme, fianco a fianco, affrontando le fatiche che sembrano più sopportabili.

Abbiamo ancora delle limitazioni, ma siamo divenuti capaci di guardarci negli occhi, di riconoscerci dallo sguardo e di parlare direttamente all’anima.

Accarezzati da una brezza leggera sentiamo che il cuore ha ritrovato il coraggio… un alito d’amore ha trasformato il nostro cuore e i nostri sentimenti.

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