La giornata di oggi è accompagnata dal silenzio, un silenzio di cui sento il bisogno, il silenzio che si apre di fronte al mistero dell’altro.

Credo che sia questo atteggiamento di cui abbiamo bisogno. Fermarci e accogliere l’altro, senza voler spiegazioni, senza un motivo. Curare le sue ferite fisiche e spirituali. Accogliere le sue fragilità. Un’accoglienza vera che nasce dal cuore. Non parole sparse scritte nel vuoto, ma attenzioni che lasciano trasparire l’autenticità. Un’accoglienza che non si traduce solo in abbracci fisici, ma in parole di sostegno e di conforto, in uno sguardo amorevole verso l’altro, prima di tutto perché persona amata e degna di amore.

Credo che abbiamo bisogno di questo. Sospendere i giudizi, gli sguardi e le parole che possono distruggere e aprire il cuore per operare la vera conversione: dalla pietra alla carne, dal distacco alla vicinanza, dall’apparenza all’autenticità. Un digiuno che apre alla bellezza dell’altro da scoprire in questa “quarantena”.

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